
Storia e contesto
La Torre Sarrió non può essere compresa isolatamente: fa parte della rete difensiva eretta nella Huerta di Alicante per proteggere la popolazione civile e le tenute agricole dalle razzie del corso barbaresco.
Una huerta prospera in un mare ostile
Dal Basso Medioevo, la Huerta di Alicante —irrigata dalla diga di Tibi attraverso un complesso sistema di canali— fu terra fertile dedicata alla vite, ai cereali, alla frutta e al vino Fondillón. Quella prosperità attrasse i corsari barbareschi che, da Algeri, Tunisi o Bugia, devastavano il litorale mediterraneo con incursioni rapide —razzie— alla ricerca di merci, bestiame e prigionieri per il mercato degli schiavi.
Nel corso del XVI secolo, la Corona e il Comune articolarono un sistema difensivo integrale: torri di vedetta lungo la costa, torri-rifugio nell'entroterra accanto alle fattorie e torri di difesa legate ai nuclei abitati. La documentazione consultata registra fino a 43 torri nella huerta alicantina; oggi ne restano 25, in gran parte integrate nel tessuto urbano di Albufereta, La Condomina e Santa Faz.

«Questo toccante gruppo scultoreo a grandezza naturale racconta il dramma vissuto dalle famiglie della huerta di fronte alle incursioni corsare.»
La Paura di un'Epoca, la Memoria di un Popolo
Quando suonava l'allarme e le colonne di fumo si levavano al cielo, la vita dipendeva dal raggiungere la pietra in tempo.
Nella fertile Huerta di Alicante, il pericolo arrivava all'improvviso dal mare. Al primo avviso e ai segnali di fumo lungo la catena di torri, contadini, donne e bambini abbandonavano precipitosamente i campi per correre verso la torre di pietra più vicina.
Dietro le mura spesse 1,5 metri della Torre Sarrió, il panico lasciava spazio alla resistenza. Nella penombra del seminterrato con volta, le famiglie trattenevano il respiro mentre all'esterno bruciavano campi e fattorie. Quelle mura non erano solo pietra: erano il confine invalicabile tra la vita, la schiavitù o la morte.
Mercoledì
17
Marzo · 1540
L'assalto barbaresco durante il pellegrinaggio della Santa Faz
In coincidenza con il pellegrinaggio annuale al Monastero della Santa Faz, i corsari piombarono sulla huerta alicantina in un attacco particolarmente cruento. La data restò impressa nella memoria collettiva della città e accelerò il consolidamento del sistema di torri-rifugio e di vedetta nella seconda metà del XVI secolo, di cui la Torre Sarrió (1594) è uno degli esempi più tardi e meglio documentati.
«PERE LLOPIS 1594»
Sul talus della torre —coperto fino al restauro da quasi un metro di riempimento— compare incisa l'iscrizione del costruttore o promotore. Accanto alla firma si distinguono tracce interpretate dagli storici come impatti di proiettili, forse legati a episodi della Guerra d'Indipendenza (1808–1814) in cui la torre sarebbe stata teatro di fucilazioni.

Da Giardino Fertile a Paesaggio Fossilizzato: Otto Secoli della Huerta di Alicante
La Huerta di Alicante costituisce uno degli esempi più singolari dei paesaggi dell'acqua della penisola iberica: una pianura alluvionale costiera di circa 3.800 ettari la cui storia è segnata da un paradosso fondamentale: la lotta costante contro una scarsità idrica endemica e le piene torrentizie del fiume Montnegre.
Le Fondamenta della Huerta
Un impianto basato sulla scarsità: origini andaluse, divisione di Alfonso X e principio acqua-terra
La Rivoluzione della Diga di Tibi
Il capolavoro rinascimentale, la Séquia Mayor e l'età dell'oro del vino Fondillón
Nuove Portate e Minifondo
Canali esterni e l'armonica simbiosi tra torri, cantine e poderi familiari
La Frattura e la Pressione Edilizia
Turismo di massa, zonizzazione per esclusione e crollo dell'81% delle aziende agricole
Il Forte Contrasto di Paesaggio
Da storico giardino a periferia frammentata a La Condomina, Fabraquer e Mutxamel
Un Patrimonio Fossilizzato che Resiste
150 beni protetti, 45% del patrimonio comarcale e l'obiettivo dell'unità paesaggistica
Monografia Storica e Documentazione Universitaria
Questa sintesi monografica sull'evoluzione della Huerta di Alicante, sui suoi paesaggi dell'acqua e sulla sua trasformazione territoriale è supportata da ricerche accademiche di massimo rigore. Esprimiamo la nostra più sentita gratitudine al Prof. Dr. Jorge Payá Sellés (Università di Alicante) per la sua inestimabile generosità nel condividere le sue ricerche sul regime delle acque e sulla storia dell'irrigazione per questo progetto culturale:
Esmeralda Martínez Salvador
Università di Alicante / GeoGraphos
Studio sul paesaggio dell'acqua, contrasto territoriale e trasformazione della huerta tradizionale di fronte all'espansione urbana.
Dr. Jorge Payá Sellés
Università di Alicante / Dpt. CC. Histórico Jurídicas
Tesi di dottorato e monografie sul regime giuridico delle acque del bacino Verde-Montnegre (secoli XIII-XVIII), privilegi reali e ordinanze d'irrigazione della Huerta.
Verónica Quiles López
Storica e Documentalista del Patrimonio (Progetto TERRA)
Ricerca sullo splendore della Huerta di Alicante (XVIII sec.), censimento etnografico dei palmenti vinicoli (cups), frantoi e cultura materiale.
Antonio Campos Pardillos
Ricercatore del Patrimonio e delle Torri della Huerta
Tesi di riferimento sull'evoluzione e scomparsa graduale della huerta tradizionale: dal boom vitivinicolo del Fondillón e fillossera alle crisi d'irrigazione e riclassificazione del suolo.
Dalla fortificazione al Centro di interpretazione
Cinque secoli d'uso, in tre tappe: la difesa (blu), la torre come patrimonio agricolo (ocra) e l'età contemporanea (pietra).
- 1248
Conquista di Alicante (Medioevo)
L'infante Alfonso di Castiglia (futuro Alfonso X il Saggio) conquista l'alcazaba musulmana sul monte Benacantil il 4 dicembre (festa di Santa Bárbara), dando origine alla fortezza cristiana e al controllo costiero.
- 1258
Ripartizione Forale delle Acque di Alfonso X
Alfonso X regola l'irrigazione del fiume Montnegre in 672 fili forali e consacra il principio di inscindibilità tra acqua e terra, strutturando i casali medievali.
- sec. XV
Ascesa del corso nordafricano
La costa alicantina subisce incursioni sempre più frequenti delle flotte barbaresche.
- 17 mar 1540
Razzia sulla Santa Faz
Durante il pellegrinaggio, i corsari assaltano duramente la Huerta. L'episodio accelera il consolidamento del sistema di torri.
- 1554
Ordinanze di vigilanza costiera
Si rafforza la catena di allarmi con fumate di giorno e falò di notte tra le torri e il Castello di Santa Bárbara.
- 1553–1594
Progetto Unitario: Torre, Vestibolo e Cisterna
Secondo i sondaggi archeologici di ARPA Patrimonio / MARQ, la torre, il grande arco ribassato del vestibolo e la cisterna sotterranea nacquero sincronicamente come un unico progetto unitario nel XVI secolo (motivo per cui solo le facciate Sud e Ovest presentano una scarpa di 2,40 m). Nel 1594 Pere Llopis incide l'iscrizione sulla scarpa Ovest: «PERE LLOPIS 1594».
- sec. XVII–XVIII
Nobilitazione e Cantina del Fondillón
Riconversione vinicola del complesso: la cantina e il palmento vengono allestiti con torchio, vasche di decantazione e lastre carrabili per la produzione del vino Fondillón, consolidando la dimora signorile.
- 1808–1814
Guerra d'Indipendenza
Impatti sul paramento attribuiti a fucilazioni durante il conflitto.
- sec. XX
Crisi agricola e abbandono
Filossera, scarsità d'acqua e spopolamento rurale degradano le tenute della huerta.
- 1995
Abbandono definitivo
Incendi successivi colpiscono la torre.
- 1998
Rotatoria stradale
La costruzione della Vía Parque circonda la torre e ne condiziona l'accesso.
- 2010
Primo restauro
Intervento diretto dall'architetto Màrius Bevià (420.838 €). Si recupera il talus e si consolidano le crepe.
- 2021
Seconda fase di riabilitazione
Si completa la valorizzazione architettonica dell'insieme torre + casa.
- 8 lug 2026
Apertura come Centro di interpretazione
Inaugurazione con contenuti del MARQ e della Fondazione MARQ; museografia di Rocamora Diseño y Arquitectura.
